BRANCO
2005-2020


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Branco è un'installazione riferita ai gruppi di cani randagi che vivono nelle città del Mediterraneo e alla condizioni di vita improvvisate a cui sono costretti, dettati perlopiù da esigenze contingenti come l’adattabilità ai luoghi o al precario equilibrio di sopravvivenza del gruppo.
Il progetto sviluppa la sua ricerca sulla differenza di etnie, razze, lingue e segue linee di andamento anarchico come la vita ai margini delle città. L’organismo sconnesso del gruppo replica la condizione precaria delle città di porto .

Branco è una combinazione architettonica di pose, gesti, sguardi e si modella come un gruppo scultoreo mobile analogamente ad una grande periferia urbana, anarchica, abusiva e multietnica.
. I materiali di cui sono costituiti I singoli pezzi replicano il linguaggio dell’abusivismo edilizio : calzestruzzo, ferro, rete matallica, lamiera, catrame e piombo .

Ogni elemento dell’insieme prende nome da una delle 450 città fantasma sparse per il pianeta, ognuno di questi nomi testimonia la parabola di crescita e di declino di un luogo che attraverso dinamiche di aggregazione e sopravvivenza ha concretizzato il sogno utopico di costruire una città :
Africo, Agdam, Agyra, Al Bara, Alta, Amendolea, Anadyrsk, Ani, Animas Forks, Antelope, Antuni, Apice, Arena, Arltunga, Armero, Asang, Ashio, Ashopton, Avi, Ayuttaya...